Proposte alle istituzioni
Le richieste iniziali del Comitato per un confronto concreto e documentato.
Le nostre richieste iniziali
Il Comitato intende presentare proposte concrete, misurabili e coerenti con la tutela della continuità aziendale, senza assumere posizioni pregiudiziali o puramente polemiche.
Le proposte non riguardano soltanto l’applicazione delle compensazioni ex art. 15-bis, ma si inseriscono in una richiesta più ampia di riattivazione del diritto, intesa come ripristino di un quadro normativo stabile, proporzionato e rispettoso degli investimenti privati effettuati nel settore solare sulla base degli impegni assunti dallo Stato.
1. Verifica preventiva della sostenibilità aziendale
Prima dell’applicazione di trattenute rilevanti, chiediamo che venga valutato l’impatto sulla continuità aziendale, sulla liquidità e sulla capacità dell’impresa di rispettare obblighi finanziari e regolatori.
2. Trattamento differenziato per piccoli e medi produttori
Chiediamo che i piccoli e medi produttori siano distinti dai grandi gruppi industriali e dai fondi di investimento.
3. Sospensione o rimodulazione nei casi critici
Nei casi di criticità documentata, le compensazioni dovrebbero essere sospese, rimodulate o rateizzate.
4. Protezione degli adempimenti obbligatori
Le somme necessarie a manutenzioni, RAEE, CCI, assicurazioni, finanziamenti e obblighi regolatori non dovrebbero essere assorbite dalle compensazioni.
5. Tavolo istituzionale urgente
Chiediamo l’apertura di un tavolo con MASE, GSE, ARERA, Parlamento e rappresentanti dei piccoli e medi produttori fotovoltaici.
6. Valutazione del valore restituito al Paese
Ogni analisi sugli incentivi dovrebbe considerare anche minori importazioni di gas, minori emissioni, sicurezza energetica e contributo al prezzo marginale nelle ore solari.
7. Riattivazione del diritto e principi costituzionali
Chiediamo che venga aperta una verifica istituzionale sulle norme e sui decreti che, negli anni, hanno inciso sul settore solare, affinché le misure applicate siano ricondotte ai principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza, libertà di iniziativa economica, tutela della proprietà e degli investimenti, capacità contributiva, proporzionalità dei prelievi, buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa.
Per “riattivazione del diritto” intendiamo il ripristino di un quadro nel quale gli investimenti effettuati sulla base di contratti, incentivi e regole pubbliche non possano essere progressivamente compressi da interventi successivi, selettivi e stratificati, senza una concreta valutazione degli effetti sulla continuità aziendale e sull’affidamento degli operatori.