Green e Solare

Il fotovoltaico italiano: origine, investimenti privati e valore per il Paese

Questa sezione ricostruisce il contesto generale nel quale è nato e si è sviluppato il settore fotovoltaico italiano: gli impegni internazionali sul clima, il Conto Energia, il ruolo degli investitori privati, i dati GSE sulla diffusione degli impianti e i benefici energetici, ambientali ed economici generati dalla produzione solare.

43,51 GWpotenza FV installata al 31 dicembre 2025
46,61 GWpotenza FV installata al 30 giugno 2026
44,29 TWhproduzione fotovoltaica nel 2025
26,29 TWhproduzione FV gennaio–giugno 2026

Fonti: Terna per potenza installata e produzione; ISPRA per la sezione sulle emissioni. Dati aggiornati al 14 agosto 2026; il dato mensile ufficiale di produzione di luglio 2026 non risulta ancora consolidato nella serie utilizzata.

Perché l’Italia ha dovuto promuovere il solare

Il fotovoltaico italiano non nasce come rendita privata, ma come risposta industriale e regolatoria a una precisa esigenza pubblica: ridurre le emissioni, aumentare la quota di energia rinnovabile, rafforzare la sicurezza energetica e avviare la transizione verso un sistema meno dipendente dalle fonti fossili importate.

Il Protocollo di Kyoto e le successive politiche europee hanno posto le basi per un percorso di decarbonizzazione che richiedeva investimenti rapidi, diffusi e sostenuti anche da capitali privati. In Italia, tale percorso è stato attuato anche attraverso il Conto Energia, cioè il meccanismo che ha consentito a imprese, famiglie, società agricole, industrie e investitori di realizzare impianti fotovoltaici sulla base di un quadro normativo definito.

La crescita del fotovoltaico non sarebbe stata possibile senza l’apporto di migliaia di operatori privati che hanno sostenuto investimenti, accesso al credito, garanzie personali, progettazione, costruzione, manutenzione e gestione degli impianti.

Il principio da ricostruire

Il costo degli incentivi deve essere letto insieme al valore pubblico generato dagli impianti: energia prodotta senza combustibile fossile, minori emissioni, minore esposizione alle importazioni di gas, crescita industriale del settore e contributo alla stabilità del sistema elettrico nelle ore di produzione solare.

Senza gli investimenti privati, lo Stato avrebbe dovuto sostenere direttamente una quota molto maggiore dello sforzo industriale necessario per raggiungere gli obiettivi energetici e ambientali nazionali.

Dal Protocollo di Kyoto al Conto Energia

1997-2005: impegni internazionali e avvio della decarbonizzazione

Il Protocollo di Kyoto ha introdotto obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni per i Paesi industrializzati. L’Italia ha ratificato il Protocollo con la Legge 1 giugno 2002, n. 120, assumendo l’esigenza di definire politiche nazionali per la riduzione delle emissioni climalteranti.

2005-2012: Conto Energia e nascita del mercato fotovoltaico

I decreti del Conto Energia hanno creato il quadro di incentivazione che ha permesso la nascita e lo sviluppo del settore fotovoltaico italiano. Gli investitori privati hanno risposto a questa cornice normativa realizzando centinaia di migliaia di impianti.

2013-2015: fine del Conto Energia e prima stabilizzazione del settore

Terminata la stagione degli incentivi diretti per nuovi impianti in Conto Energia, la crescita del settore ha rallentato; gli impianti già realizzati sono rimasti asset produttivi essenziali per il sistema elettrico nazionale.

2014 in poi: rimodulazioni, obblighi e interventi successivi

Dalla stagione dello “spalma-incentivi” fino alle più recenti misure di compensazione, il settore ha conosciuto numerosi interventi normativi che hanno inciso sugli equilibri economici degli investimenti originari.

I decreti del Conto Energia

MeccanismoPrincipale riferimento normativoFunzione nel sistema
I Conto EnergiaDM 28 luglio 2005 e DM 6 febbraio 2006Primo avvio del sistema di incentivazione fotovoltaica.
II Conto EnergiaDM 19 febbraio 2007Fase di maggiore espansione iniziale e ingresso di numerosi operatori privati.
III Conto EnergiaDM 6 agosto 2010Ulteriore sviluppo del mercato e affinamento delle tariffe.
IV Conto EnergiaDM 5 maggio 2011Fase di forte crescita degli impianti industriali e produttivi.
V Conto EnergiaDM 5 luglio 2012Ultima fase del sistema Conto Energia e transizione verso nuovi modelli di sostegno.

Cosa è stato realizzato grazie al Conto Energia

Secondo i dati GSE diffusi nei rapporti e nella documentazione statistica del settore, il Conto Energia ha consentito la realizzazione di oltre 550.000 impianti incentivati per circa 17,7 GW di potenza. Questi impianti hanno rappresentato la base industriale del fotovoltaico italiano e sono ancora oggi una parte significativa del parco produttivo nazionale.

Conto EnergiaImpianti incentivatiPotenza indicativaOsservazione
I Conto Energiacirca 5.700circa 163 MWPrima fase pionieristica del settore.
II Conto Energiacirca 203.700circa 6.800 MWFase decisiva di diffusione nazionale.
III Conto Energiacirca 38.600circa 1.550 MWFase intermedia di consolidamento.
IV Conto Energiacirca 204.500circa 7.770 MWFase di crescita degli impianti produttivi e industriali.
V Conto Energiacirca 97.900circa 1.400 MWUltimo periodo di accesso al sistema.

I dati sono riportati in forma arrotondata e devono essere consolidati nella versione finale del sito con link diretto ai report GSE/rapporti attività disponibili.

Il parco fotovoltaico italiano: dati 2025 e primo semestre 2026

Al 31 dicembre 2025 il fotovoltaico italiano aveva raggiunto 43.512,97 MW di potenza installata. Nei primi sei mesi del 2026 sono entrati in esercizio ulteriori 3.092,61 MW, portando il valore cumulato al 30 giugno 2026 a 46.605,58 MW. La crescita più recente è trainata soprattutto dagli impianti commerciali e industriali e dall’utility-scale, mentre il segmento residenziale rallenta.

Segmento Potenza cumulata
31 dicembre 2025
Nuova potenza
gennaio–giugno 2026
Potenza cumulata
30 giugno 2026
Residenziale
P < 20 kW
11.627 MW +556 MW 12.183 MW
Commerciale e industriale (C&I)
20 kW ≤ P < 1 MW
18.850 MW +1.154 MW 20.004 MW
Utility-scale
P ≥ 1 MW
13.036 MW +1.383 MW 14.419 MW
Totale cumulato 43.513 MW +3.093 MW 46.606 MW
2.092.088impianti connessi al 31 dicembre 2025
82.371incremento netto del numero di impianti tra gennaio e giugno 2026
2.174.459impianti cumulati al 30 giugno 2026

Nota metodologica. I valori di potenza per segmento sono elaborati sui dati Gaudì-Terna diffusi da ITALIA SOLARE e sono arrotondati al MW; la riga finale riporta i valori cumulati. Per la numerosità degli impianti è utilizzato il dato pubblicato nel Portale Dati Terna al 30 giugno 2026. Estrazioni Gaudì effettuate in date differenti possono presentare scostamenti dovuti ai successivi riallineamenti anagrafici.

Piccoli e medi imprenditori

Al 31 dicembre 2025 il segmento commerciale e industriale compreso tra 20 kW e meno di 1 MW contava 120.512 impianti per circa 18,85 GW di potenza, risultando il primo segmento del parco fotovoltaico nazionale per capacità cumulata. Nel primo semestre 2026 questa fascia ha aggiunto altri 1.154 MW.

Si tratta in larga parte di investimenti produttivi distribuiti, sostenuti da imprese, società agricole e imprenditori locali mediante capitale proprio, garanzie personali, finanziamenti bancari e costi continuativi di gestione. La loro capacità di assorbire interventi retroattivi o trattenute sui ricavi è strutturalmente diversa da quella dei grandi gruppi integrati e dei fondi.

Grandi investitori e utility-scale

Alla fine del 2025 gli impianti superiori a 1 MW erano 2.989 per circa 13,04 GW. La sola classe oltre 10 MW comprendeva 151 impianti e 5,08 GW di potenza. Nel primo semestre 2026 l’utility-scale ha aggiunto ulteriori 1.383 MW, dei quali circa 651 MW riconducibili a impianti superiori a 10 MW.

Questi dati mostrano la progressiva crescita degli asset di maggiore dimensione. La ricostruzione della proprietà effettiva richiede tuttavia un’analisi delle società veicolo, delle catene di controllo, dei fondi e dei gruppi industriali titolari degli impianti.

La transizione deve mantenere una struttura plurale: grandi impianti per aumentare rapidamente la produzione nazionale, ma anche PMI e produzione distribuita per evitare una concentrazione eccessiva del mercato.

Perché il solare aiuta l’Italia rispetto alle fonti fossili

Riduzione del gas importato

Ogni MWh prodotto da fonte solare riduce la necessità di generazione da impianti alimentati a combustibili fossili, soprattutto nelle ore centrali della giornata, diminuendo la dipendenza energetica dall’estero.

Minori emissioni

La produzione fotovoltaica non genera emissioni dirette di CO₂ nella fase di esercizio. Il suo contributo può essere stimato in termini di emissioni evitate rispetto alla generazione fossile sostituita.

Effetto sul prezzo marginale

La produzione solare, avendo costo marginale molto basso, contribuisce a ridurre il prezzo marginale dell’energia nelle ore di maggiore insolazione e a contenere il ricorso alle tecnologie fossili più costose.

Il solare rispetto alle altre fonti — parametri e sviluppi nel mondo

Una selezione di sviluppi recenti sul ruolo del fotovoltaico nel mix elettrico europeo, verificati su fonti indipendenti. Clic su ogni scheda per aprirla.

Il solare supera il nucleare nel mix elettrico europeo (maggio–giugno 2026)

A giugno 2026 il fotovoltaico ha prodotto 52 TWh nell'Unione europea, pari al 25% dell'elettricità consumata nel mese — la quota mensile più alta mai registrata, davanti a nucleare (21%), gas (15%), eolico (14%), idroelettrico (12%) e carbone (8%). Il record precedente era di maggio 2026, con 47 TWh (23% del mix). È solo la terza volta che il solare guida la classifica su un mese intero, dopo giugno 2025.

Diciotto Stati membri hanno registrato nuovi primati mensili nel 2026; la Spagna ha superato per la prima volta un terzo della propria produzione elettrica da solare (34%), la Germania il 36%.

Fonte: think tank energetico Ember, rilanciato da QualEnergia.it e InsideEVs.it.

Il caldo mette alla prova il nucleare, non il fotovoltaico

Le ondate di calore di fine giugno e luglio 2026 hanno ridotto la disponibilità di alcune centrali nucleari francesi, che necessitano di grandi quantità d'acqua per il raffreddamento: EDF ha avviato programmi di adattamento con investimenti previsti per miliardi di euro. Nello stesso periodo, la produzione fotovoltaica ha retto e in alcuni Paesi ha superato i livelli tipici della stagione.

Fonte: rapporto EDF sul primo semestre 2026, ripreso da GiornaleTecnologico.net.

Le fonti fossili costano di più per ragioni geopolitiche, non tecniche

Nel secondo trimestre 2026 le interruzioni dei flussi di gas naturale liquefatto nello Stretto di Hormuz, legate alla guerra in Medio Oriente, hanno spinto i prezzi del gas in Europa e Asia ai livelli più alti dalla crisi energetica del 2022-2023. I prezzi medi spot dell'elettricità nell'Unione europea sono aumentati di oltre il 30% su base annua nello stesso trimestre.

Il fotovoltaico, non dipendendo da combustibili importati, non è esposto a questo genere di shock geopolitico sul costo del carburante.

Fonte: IEA, Electricity Mid-Year Update, ripreso da Greenreport.it.

Emissioni di CO₂ evitate: dati aggiornati al 24 agosto 2026

Cadenza di aggiornamento. I dati di produzione fotovoltaica di questa sezione sono aggiornati su base mensile, alla pubblicazione del Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico di Terna S.p.A., il gestore della rete di trasmissione nazionale — non è previsto un aggiornamento più frequente, poiché Terna stessa non pubblica questo dato con cadenza diversa da quella mensile. Il fattore di conversione in CO₂ evitata è invece aggiornato una volta all'anno da ISPRA. ARERA non pubblica dati di produzione e non è quindi una fonte utilizzata in questa sezione.

Nel 2025 il fotovoltaico italiano ha prodotto 44,290 TWh netti. Applicando un fattore medio del mix fossile netto pari a 428,4 kg CO₂/MWh, ricostruito sui dati ISPRA 2025, si ottiene una stima standardizzata di 18,974 milioni di tonnellate di CO₂ evitate.

Tra gennaio e luglio 2026 la produzione fotovoltaica netta rilevata da Terna è stata pari a 32,994 TWh (26,294 TWh nel primo semestre, più 6,700 TWh a luglio, dato pubblicato da Terna il 13 agosto 2026). Applicando provvisoriamente lo stesso fattore, in attesa del fattore ISPRA riferito al 2026, le emissioni evitate sono stimate in 14,134 milioni di tonnellate di CO₂. Il dato di agosto non è ancora disponibile: la tabella non utilizza proiezioni o valori non consolidati.

MeseProduzione FV 2025CO₂ evitata 2025Produzione FV 2026CO₂ evitata 2026
Gennaio1.529 GWh0,655 Mt1.762 GWh0,755 Mt
Febbraio2.063 GWh0,884 Mt2.589 GWh1,109 Mt
Marzo3.419 GWh1,465 Mt4.004 GWh1,715 Mt
Aprile4.349 GWh1,863 Mt5.378 GWh2,304 Mt
Maggio5.039 GWh2,159 Mt6.014 GWh2,576 Mt
Giugno5.659 GWh2,424 Mt6.547 GWh2,805 Mt
Luglio5.565 GWh2,384 Mt6.700 GWh2,870 Mt
Agosto5.109 GWh2,189 Mt——
Settembre4.181 GWh1,791 Mt——
Ottobre3.321 GWh1,423 Mt——
Novembre2.283 GWh0,978 Mt——
Dicembre1.773 GWh0,760 Mt——
Totale44.290 GWh18,974 Mt32.994 GWh (gen–lug)14,134 Mt (gen–lug)
Metodo di calcolo: produzione fotovoltaica netta Terna × 0,4284 t CO₂/MWh. Il fattore è ricostruito sulle tabelle ISPRA relative alla produzione netta da fonti fossili nel 2025. Le emissioni evitate costituiscono una stima controfattuale standardizzata, non una misura diretta: il risultato effettivo varia in funzione della tecnologia marginale sostituita in ciascuna ora, degli scambi con l’estero e della configurazione del sistema elettrico. Il calcolo considera le emissioni operative della generazione sostituita e non il ciclo di vita degli impianti.

Fonti ufficiali: Terna, Rapporto mensile marzo 2026 (serie mensile 2025 e primo trimestre 2026); Terna, dati gennaio–giugno 2026; Terna, comunicato dati luglio 2026; ISPRA, Rapporto 430/2026.

Linea del Comitato: il sito non deve limitarsi a indicare il costo degli incentivi, ma deve evidenziare anche il valore economico, ambientale e strategico restituito al Paese dagli impianti fotovoltaici esistenti.

Fonti utilizzate nella sezione