Green e Solare

Il fotovoltaico italiano: origine, investimenti privati e valore per il Paese

Questa sezione ricostruisce il contesto generale nel quale è nato e si è sviluppato il settore fotovoltaico italiano: gli impegni internazionali sul clima, il Conto Energia, il ruolo degli investitori privati, i dati GSE sulla diffusione degli impianti e i benefici energetici, ambientali ed economici generati dalla produzione solare.

43,51 GWpotenza FV installata al 31 dicembre 2025
44,29 TWhproduzione fotovoltaica nel 2025
18,97 MtCO₂ evitata stimata nel 2025
26,29 TWhproduzione FV gennaio–giugno 2026

Fonti: Terna per potenza e produzione; ISPRA per il fattore emissivo. Dati aggiornati al 13 agosto 2026; il dato mensile ufficiale di luglio 2026 non risulta ancora pubblicato.

Perché l’Italia ha dovuto promuovere il solare

Il fotovoltaico italiano non nasce come rendita privata, ma come risposta industriale e regolatoria a una precisa esigenza pubblica: ridurre le emissioni, aumentare la quota di energia rinnovabile, rafforzare la sicurezza energetica e avviare la transizione verso un sistema meno dipendente dalle fonti fossili importate.

Il Protocollo di Kyoto e le successive politiche europee hanno posto le basi per un percorso di decarbonizzazione che richiedeva investimenti rapidi, diffusi e sostenuti anche da capitali privati. In Italia, tale percorso è stato attuato anche attraverso il Conto Energia, cioè il meccanismo che ha consentito a imprese, famiglie, società agricole, industrie e investitori di realizzare impianti fotovoltaici sulla base di un quadro normativo definito.

La crescita del fotovoltaico non sarebbe stata possibile senza l’apporto di migliaia di operatori privati che hanno sostenuto investimenti, accesso al credito, garanzie personali, progettazione, costruzione, manutenzione e gestione degli impianti.

Il principio da ricostruire

Il costo degli incentivi deve essere letto insieme al valore pubblico generato dagli impianti: energia prodotta senza combustibile fossile, minori emissioni, minore esposizione alle importazioni di gas, crescita industriale del settore e contributo alla stabilità del sistema elettrico nelle ore di produzione solare.

Senza gli investimenti privati, lo Stato avrebbe dovuto sostenere direttamente una quota molto maggiore dello sforzo industriale necessario per raggiungere gli obiettivi energetici e ambientali nazionali.

Dal Protocollo di Kyoto al Conto Energia

1997-2005: impegni internazionali e avvio della decarbonizzazione

Il Protocollo di Kyoto ha introdotto obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni per i Paesi industrializzati. L’Italia ha ratificato il Protocollo con la Legge 1 giugno 2002, n. 120, assumendo l’esigenza di definire politiche nazionali per la riduzione delle emissioni climalteranti.

2005-2012: Conto Energia e nascita del mercato fotovoltaico

I decreti del Conto Energia hanno creato il quadro di incentivazione che ha permesso la nascita e lo sviluppo del settore fotovoltaico italiano. Gli investitori privati hanno risposto a questa cornice normativa realizzando centinaia di migliaia di impianti.

2013-2015: fine del Conto Energia e prima stabilizzazione del settore

Terminata la stagione degli incentivi diretti per nuovi impianti in Conto Energia, la crescita del settore ha rallentato; gli impianti già realizzati sono rimasti asset produttivi essenziali per il sistema elettrico nazionale.

2014 in poi: rimodulazioni, obblighi e interventi successivi

Dalla stagione dello “spalma-incentivi” fino alle più recenti misure di compensazione, il settore ha conosciuto numerosi interventi normativi che hanno inciso sugli equilibri economici degli investimenti originari.

I decreti del Conto Energia

MeccanismoPrincipale riferimento normativoFunzione nel sistema
I Conto EnergiaDM 28 luglio 2005 e DM 6 febbraio 2006Primo avvio del sistema di incentivazione fotovoltaica.
II Conto EnergiaDM 19 febbraio 2007Fase di maggiore espansione iniziale e ingresso di numerosi operatori privati.
III Conto EnergiaDM 6 agosto 2010Ulteriore sviluppo del mercato e affinamento delle tariffe.
IV Conto EnergiaDM 5 maggio 2011Fase di forte crescita degli impianti industriali e produttivi.
V Conto EnergiaDM 5 luglio 2012Ultima fase del sistema Conto Energia e transizione verso nuovi modelli di sostegno.

Cosa è stato realizzato grazie al Conto Energia

Secondo i dati GSE diffusi nei rapporti e nella documentazione statistica del settore, il Conto Energia ha consentito la realizzazione di oltre 550.000 impianti incentivati per circa 17,7 GW di potenza. Questi impianti hanno rappresentato la base industriale del fotovoltaico italiano e sono ancora oggi una parte significativa del parco produttivo nazionale.

Conto EnergiaImpianti incentivatiPotenza indicativaOsservazione
I Conto Energiacirca 5.700circa 163 MWPrima fase pionieristica del settore.
II Conto Energiacirca 203.700circa 6.800 MWFase decisiva di diffusione nazionale.
III Conto Energiacirca 38.600circa 1.550 MWFase intermedia di consolidamento.
IV Conto Energiacirca 204.500circa 7.770 MWFase di crescita degli impianti produttivi e industriali.
V Conto Energiacirca 97.900circa 1.400 MWUltimo periodo di accesso al sistema.

I dati sono riportati in forma arrotondata e devono essere consolidati nella versione finale del sito con link diretto ai report GSE/rapporti attività disponibili.

La struttura del parco fotovoltaico italiano a fine 2024

Il rapporto statistico GSE 2024 mostra che il parco fotovoltaico italiano non è composto soltanto da grandi centrali, ma da una rete articolata di impianti domestici, produttivi, agricoli, industriali e utility-scale. Tale struttura conferma il ruolo diffuso degli investimenti privati e la presenza di una componente significativa di piccoli e medi produttori.

Classe di potenzaNumero impiantiPotenza installataLettura imprenditoriale
Fino a 10 kWcirca 1.605.000circa 7.831 MWPrevalentemente residenziale e microgenerazione diffusa.
10-200 kWcirca 250.800circa 9.007 MWImprese, attività produttive, commerciale, agricolo e PMI.
200-500 kW8.8203.059,9 MWFascia produttiva intermedia, spesso collegata a imprese e investitori locali.
500 kW-1 MW8.8417.497,8 MWFascia centrale per piccoli e medi imprenditori energetici.
1-5 MW1.8564.109,9 MWImpianti produttivi di media dimensione.
5-10 MW2771.966,0 MWImpianti di scala industriale.
Oltre 10 MW1113.530,7 MWUtility-scale e grandi investimenti; rappresentano circa il 10% della potenza complessiva.
Nota metodologica: la fascia 0,400-1 MW non è disponibile come classe autonoma nella tabella pubblica GSE 2024. La tabella ufficiale distingue 200-500 kW e 500 kW-1 MW. Per isolare precisamente gli impianti da 400 kW a 1 MW sarà necessario acquisire dati di dettaglio o elaborazioni specifiche da GSE/Terna/Gaudì.

Piccoli e medi imprenditori

Ai fini dell’analisi del Comitato, il perimetro dei piccoli e medi imprenditori fotovoltaici comprende in via preliminare gli operatori che hanno investito in impianti produttivi distribuiti, spesso con potenze comprese tra alcune centinaia di kW e pochi MW, sostenendo capitali propri, garanzie personali, finanziamenti bancari e costi di gestione ordinaria e straordinaria.

Questa componente imprenditoriale è distinta dai grandi fondi e dai grandi operatori integrati, poiché dispone di minore capacità finanziaria, minore accesso al credito, minore diversificazione industriale e minore possibilità di assorbire interventi retroattivi o compensazioni rilevanti sui ricavi.

Grandi investitori e utility-scale

La sola classe di impianti oltre 10 MW rappresenta, a fine 2024, 111 impianti per circa 3,53 GW di potenza installata. Questa classe costituisce un indicatore utile per analizzare la crescita dei grandi investimenti e la progressiva concentrazione del mercato.

La ricostruzione della reale proprietà degli impianti, tuttavia, richiede un’analisi ulteriore delle società veicolo, delle catene di controllo, dei fondi e dei gruppi industriali proprietari degli asset. Il Comitato intende sviluppare questa analisi in una sezione comparativa dedicata.

Perché il solare aiuta l’Italia rispetto alle fonti fossili

Riduzione del gas importato

Ogni MWh prodotto da fonte solare riduce la necessità di generazione da impianti alimentati a combustibili fossili, soprattutto nelle ore centrali della giornata, diminuendo la dipendenza energetica dall’estero.

Minori emissioni

La produzione fotovoltaica non genera emissioni dirette di CO₂ nella fase di esercizio. Il suo contributo può essere stimato in termini di emissioni evitate rispetto alla generazione fossile sostituita.

Effetto sul prezzo marginale

La produzione solare, avendo costo marginale molto basso, contribuisce a ridurre il prezzo marginale dell’energia nelle ore di maggiore insolazione e a contenere il ricorso alle tecnologie fossili più costose.

Emissioni di CO₂ evitate: dati aggiornati al 13 agosto 2026

Nel 2025 il fotovoltaico italiano ha prodotto 44,290 TWh netti. Applicando un fattore medio del mix fossile netto pari a 428,4 kg CO₂/MWh, ricostruito sui dati ISPRA 2025, si ottiene una stima standardizzata di 18,974 milioni di tonnellate di CO₂ evitate.

Tra gennaio e giugno 2026 la produzione fotovoltaica netta rilevata da Terna è stata pari a 26,294 TWh. Applicando provvisoriamente lo stesso fattore, in attesa del fattore ISPRA riferito al 2026, le emissioni evitate sono stimate in 11,264 milioni di tonnellate di CO₂. Al 13 agosto 2026 Terna non ha ancora pubblicato il dato mensile definitivo di luglio: la tabella non utilizza quindi proiezioni o valori non consolidati.

MeseProduzione FV 2025CO₂ evitata 2025Produzione FV 2026CO₂ evitata 2026
Gennaio1.529 GWh0,655 Mt1.762 GWh0,755 Mt
Febbraio2.063 GWh0,884 Mt2.589 GWh1,109 Mt
Marzo3.419 GWh1,465 Mt4.004 GWh1,715 Mt
Aprile4.349 GWh1,863 Mt5.378 GWh2,304 Mt
Maggio5.039 GWh2,159 Mt6.014 GWh2,576 Mt
Giugno5.659 GWh2,424 Mt6.547 GWh2,805 Mt
Luglio5.565 GWh2,384 MtDato ufficiale non ancora pubblicato
Agosto5.109 GWh2,189 Mt
Settembre4.181 GWh1,791 Mt
Ottobre3.321 GWh1,423 Mt
Novembre2.283 GWh0,978 Mt
Dicembre1.773 GWh0,760 Mt
Totale44.290 GWh18,974 Mt26.294 GWh (gen–giu)11,264 Mt (gen–giu)
Metodo di calcolo: produzione fotovoltaica netta Terna × 0,4284 t CO₂/MWh. Il fattore è ricostruito sulle tabelle ISPRA relative alla produzione netta da fonti fossili nel 2025. Le emissioni evitate costituiscono una stima controfattuale standardizzata, non una misura diretta: il risultato effettivo varia in funzione della tecnologia marginale sostituita in ciascuna ora, degli scambi con l’estero e della configurazione del sistema elettrico. Il calcolo considera le emissioni operative della generazione sostituita e non il ciclo di vita degli impianti.

Fonti ufficiali: Terna, Rapporto mensile marzo 2026 (serie mensile 2025 e primo trimestre 2026); Terna, dati gennaio–giugno 2026; ISPRA, Rapporto 430/2026.

Linea del Comitato: il sito non deve limitarsi a indicare il costo degli incentivi, ma deve evidenziare anche il valore economico, ambientale e strategico restituito al Paese dagli impianti fotovoltaici esistenti.

Dato aggiornato 2025-2026: la crescita continua, ma cambia composizione

Al 31 dicembre 2025, secondo elaborazioni Italia Solare su dati Gaudì di Terna, in Italia risultano connessi 2.092.088 impianti fotovoltaici per 43.513 MW. Nel 2025 sono stati installati 6.437 MW, con 213.200 nuovi impianti: il dato conferma la crescita della potenza, ma segnala anche una riduzione del numero di installazioni rispetto al 2024.

Al 30 giugno 2026, sempre su base Gaudì/Terna, risultano connessi 2.255.654 impianti per 46.606 MW. Nel primo semestre 2026 sono stati aggiunti 3.093 MW e 89.173 nuovi impianti. La crescita è trainata soprattutto dal C&I e dall’utility-scale, mentre il residenziale mostra un ridimensionamento.

PeriodoResidenzialeC&IUtility scaleLettura
Cumulato 202511.627 MW18.850 MW13.036 MWIl C&I è il primo segmento per potenza cumulata.
Nuove connessioni 2025In calo1.744 MW3.412 MWCresce il peso degli impianti grandi.
Primo semestre 2026556 MW1.154 MW1.383 MWMercato più concentrato in impianti medi e grandi.

Fonti da utilizzare nella sezione