Analisi comparativa
Confronto tra regimi, tecnologie, piccoli operatori e grandi player.
Il sacrificio selettivo e la necessità di confronto
Il Comitato intende promuovere una riflessione comparativa sugli effetti economici prodotti dalla crisi energetica e geopolitica del 2022 nei diversi comparti economici, verificando se il sacrificio imposto al settore fotovoltaico sia stato effettivamente proporzionato, ragionevole e coerente con il principio di equità tra categorie produttive.
Contesto politico italiano
L’art. 15-bis si inserisce nella risposta del Governo italiano alla crisi energetica del 2022, insieme ad altre misure straordinarie rivolte a diversi settori produttivi. Il dibattito politico e parlamentare successivo si è concentrato soprattutto sulla proporzionalità del prelievo, sulla sua durata e sul rischio che penalizzi in modo uniforme soggetti con capacità economica molto diversa tra loro — dal piccolo produttore familiare ai grandi gruppi industriali e ai fondi di investimento.
Aiuti di Stato: il quadro europeo di riferimento
Gli stessi incentivi storici al fotovoltaico (i vari Conti Energia) sono stati a suo tempo autorizzati dalla Commissione Europea secondo la disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato. Le misure straordinarie adottate durante la crisi energetica 2022-2023 dagli Stati membri, incluse quelle italiane, si sono invece appoggiate a un quadro temporaneo dedicato: il Temporary Crisis Framework (marzo 2022), poi sostituito dal Temporary Crisis and Transition Framework (marzo 2023) e infine, da giugno 2025, dal Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF), attualmente in vigore. Questi quadri successivi hanno permesso ai governi nazionali margini di intervento altrimenti non consentiti dalle regole ordinarie sulla concorrenza.
Le azioni europee sull’energia
A livello europeo, la crisi ha prodotto anche interventi diretti sul mercato elettrico: il Regolamento UE 2022/1854 ha introdotto un tetto ai ricavi di mercato di alcuni produttori, e il piano REPowerEU ha puntato a ridurre la dipendenza dell’Unione dal gas russo, accelerando gli investimenti in rinnovabili. Queste iniziative si affiancano, senza coincidere, con le misure nazionali come l’art. 15-bis: il confronto specifico tra normativa italiana ed europea è approfondito nella pagina Art. 15-bis →
Cosa accadrebbe senza gli impianti fotovoltaici
La comparazione non deve limitarsi al costo degli incentivi. Occorre valutare anche il costo alternativo che il sistema Paese avrebbe sostenuto in assenza degli impianti fotovoltaici realizzati da investitori privati.
Più gas e più importazioni
Senza produzione solare, una quota maggiore della domanda elettrica nelle ore diurne dovrebbe essere coperta da impianti alimentati a fonti fossili o da importazioni. Ciò aumenterebbe la dipendenza dell’Italia dal gas e dai mercati energetici internazionali.
Più emissioni e inquinanti da combustione
Il fotovoltaico non produce combustione in esercizio. La produzione fossile alternativa comporterebbe emissioni climalteranti e, a seconda della tecnologia sostituita, anche NOx, SO₂ e particolato. Il confronto ambientale deve quindi considerare CO₂ evitata, minori emissioni locali e minori costi ambientali indiretti.
Pressione maggiore sui prezzi
Nelle ore di maggiore insolazione, il fotovoltaico immette energia a basso costo marginale. In assenza di tale produzione, il prezzo all’ingrosso tenderebbe a dipendere maggiormente da fonti fossili più costose e più volatili.
Confronto economico: impianto campione da 999 kW
| Voce | Impianto fisso | Tracker monoassiale | Beneficio di sistema |
|---|---|---|---|
| Produzione annua stimata | 1,45 GWh | 1,65 GWh | Energia prodotta senza combustibile fossile |
| CO₂ evitata | 362-435 t/anno | 412-495 t/anno | Riduzione emissioni climalteranti |
| Gas evitato | ~267.000 Smc/anno | ~303.000 Smc/anno | Minori importazioni e minore esposizione geopolitica |
| Effetto prezzo | Presente nelle ore di maggiore insolazione | Riduzione del ricorso a tecnologie marginali più costose | |
| Tecnologia / categoria | Regime di riferimento | Elemento comparativo | Criticità da analizzare |
|---|---|---|---|
| Fotovoltaico Conto Energia >20 kW | Art. 15-bis | Meccanismo a due vie | Impatto su ricavi, liquidità e investimenti storici |
| Eolico non incentivato ante 2010 >20 kW | Art. 15-bis se ricorrono i requisiti | Inclusione nella lettera b) | Differenze rispetto a eolico non ricompreso nel 15-bis |
| Geotermico non incentivato ante 2010 >20 kW | Art. 15-bis se ricorrono i requisiti | Inclusione nella lettera b) | Trattamento rispetto al successivo regime 180 €/MWh |
| Biomasse | Non incluse nell’art. 15-bis; valutate nel regime successivo se rientranti | Possibile considerazione dei costi di generazione | Differenziazione rispetto al fotovoltaico storico |
| Grandi utility e fondi | Capacità finanziaria e diversificazione superiori | Economie di scala | Diversa capacità di assorbire trattenute e rischi regolatori |
| Piccoli e medi produttori | Capitale proprio, garanzie personali, accesso al credito limitato | Esposizione diretta | Rischio continuità aziendale e familiare |
